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La crema solare sul pianeta che scotta

La crema solare sul pianeta che scotta

8 agosto, 2022

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La terra scotta e le creme antisolari rischiano di farla bruciare ancora di più. Sapevi per esempio che nel mare finiscono ogni anno tra le le 4.000 e le 6.000 tonnellate di crema solare? Spaventoso no? Non proprio un’iniezione di salute per l’acqua. E sapevi che i prodotti antisole che ci spalmiamo sulla pelle possono essere terribilmente dannosi per gli oceani e l’ambiente? Questo vuol dire che non possiamo proteggerci dalle scottature? No, vuol semplicemente dire che dobbiamo scegliere con responsabilità, consapevolezza e accuratezza prodotti che non facciano male all’ambiente.


Aiuto, troppa plastica negli oceani.

Sicuramente voi tutti saprete che gli esperti pronosticano la presenza di più plastica nel mare che pesci entro il 2050. Insomma, pare che non ci sia un minuto da perdere: ora più che mai gli oceani hanno bisogno di essere protetti, anche da creme solari che non inquinano. Alcuni Stati hanno già adottato rimedi efficaci, come per esempio le Hawaii e Palau - ma anche alcune aree dello Yucatàn in Messico - scegliendo di vietare l’uso di creme solari inquinanti.


Quindi? Non spalmate il solare a mare, e occhio alle etichette

Alcuni componenti chimici delle creme solari, tipo Oxybenzone (benzophenone 3, BP3), butylparaben, octinoxate, 4 methylbenzylidene camphor, filtri usati per proteggere la pelle, provocano danni immensi e sono assolutamente da evitare. Bisogna informarsi a fondo sugli ingredienti delle creme solari che utilizziamo, adottando magari anche alcuni accorgimenti utili, come:

  • evitare di prendere il sole nelle ore più calde della giornata in modo da limitare la quantità di prodotti solari che utilizziamo;
  • utilizzare creme solari minerali, contenenti, per esempio, biossido di zinco come filtro solare principale;
  • non usare protezioni solari spray: una parte di ciò che viene spruzzato si disperde nell’ambiente;
  • controllare che la crema non contenga tra gli ingredienti proprio i famigerati iBP-2 e il BP-3.
  • Meglio poi, sempre per proteggere il mare, scegliere formulazioni con filtri non idrosolubili, noti come water restistant perchè capaci di resistere in acqua, rimanendo sulla pelle e - di conseguenza - non disperdendosi nel mare.

Le creme solari che non inquinano, poi, hanno generalmente formulazioni acqua in olio e, perciò, una texture in crema o latte. Perché la salvaguardia del pianeta sia completa, infine, l’ideale è assicurarsi che i solari abbiano un pack di plastica riciclabile o in cartone certificato Fsc. Una delle proprietà più importanti per delle creme solari che non inquinano, infine, è la biodegradabilità della formula. Questo tipo di formulazioni possono scomporsi in sostanze più semplici e non dannose, quindi sarebbe ottimo se fossero presenti ingredienti clean, enzimi e microrganismi che possano favorirne la scomposizione e il riassorbimento in acqua o a terra della crema.

In questo modo avremmo ottenuto la soluzione win win: noi potremmo proteggere la pelle con filtri solari non inquinanti, e il mare potrebbe respirare acqua chiara e trasparente.

Che ne dite? Osserverete queste piccole regole? Che ne pensate? Avete a cuore il respiro del mare? 


A cura di VAR

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