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La ricostruzione unghie fa male

La ricostruzione unghie fa male?

30 agosto, 2022

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La risposta al quesito "la ricostruzione unghie fa male?" è NO. La ricostruzione unghie in gel o acrilico NON fa male alle unghie.

Allora a cosa si devono le voci che la ritengono uno dei “mali del secolo”? Alla scarsa informazione, alla maldestra traduzione di articoli in inglese copia/incollati dal web su portali e blog, alla scarsa professionalità di alcune operatrici e A NOI.

Sì. Avete letto bene, noi. Noi donne che invece di scegliere qualità e sicurezza scegliamo il prezzo più basso di chi lavora a casa o non ha sufficiente formazione ed esperienza per lavorare sulla mano di una persona.

Andiamo per ordine.

Cos’è la ricostruzione unghie?

L’utilizzo di un sistema di prodotti, gel o acrilico, che permette di allungare, ricoprire o “correggere” le unghie naturali. Il sistema in gel si indurisce grazie alla polimerizzazione in apposita lampada UV. Il sistema in acrilico, composto da monomero e polimero, si indurisce reagendo all’ossigeno, quindi “all’aria”. Ogni 3-4 settimane, a seconda della velocità di crescita dell’unghia, si torna in salone a ribilanciare l’unghia che, crescendo, ha spostato in avanti il prodotto.

Quale dei due sistemi è migliore?

Non esiste un sistema migliore. Entrambi sono sistemi sicuri ed efficaci, se usati da una onicotecnica professionista preparata, che si utilizzano a seconda della necessità. Con entrambi, le unghie si possono ricoprire, allungare, decorare oppure “correggere” nascondendo difetti nella colorazione o una lamina ungueale dalla superficie irregolare o addirittura creando un unghia, in caso di onicofagia, laddove quasi non esiste. La scelta del sistema dovrebbe sempre essere affidato alla professionista che deciderà quale dei due è più adatto al nostro stile di vita, tipo di unghia, occupazione.

Gel ed acrilico sono sicuri?

In Italia sì. Al 100%. Il ministero della salute italiano, anche in ottemperanza delle regole valide nell’unione europea, pretende (meno male!!!) che le aziende produttrici o importatrici di prodotti cosmetici, quelle per le unghie incluse, forniscano loro il Dossier chimico di ogni prodotto commercializzato. Questo dossier viene passato al vaglio e solamente se nei prodotti non sono presenti sostanze che potrebbero mettere a rischio la salute del consumatore, il prodotto viene regolarmente messo in commercio. E non finisce qui. Ogni prodotto è anche accompagnato da una scheda di sicurezza, che la professionista delle unghie (estetista/onicotecnica) deve avere in salone. In questa scheda è descritto cos’è il prodotto, cosa contiene, come conservarlo, come agire in caso si verifichi una reazione avversa sulla persona e così via.

Allora perché si dice che la ricostruzione unghie fa male?

La ricostruzione unghie ci fa male se:

  • Non si usano asciugamani e tovagliette monouso per ogni cliente
  • Non si usano strumenti in acciaio sterilizzabili o monouso, come ad esempio lo spingipelle
  • Non sono previste lime personali per ogni cliente, tenute in apposita scatoletta con nome e cognome, disinfettate prima e dopo il servizio
  • La lamina ungueale viene limata oltre il necessario o con lime/frese eccessivamente abrasive, producendo una sensazione di bruciore dolorosa. NON si deve soffrire durante il servizio di ricostruzione unghie!!!
  • Non vengono usati prodotti appartenenti allo stesso sistema e/o produttore in tutte le fasi della ricostruzione unghie, ma vengono, invece, utilizzati prodotti di brand diversi. Questo perché, come per ogni prodotto cosmetico, ogni fase della ricostruzione prevede un prodotto compatibile e calibrato con i prodotti che vanno a seguire. In questo modo si riduce sensibilmente il rischio di eventuali reazioni avverse o intolleranze.
  • La colla per le unghie, quando si applica la tip, non viene applicata SOLO in punta. L’adesivo per unghie è un cianacrilato e incolla fondendo insieme le due sostanze da unire. Se incollo plastica sulle mie unghie in punta, formata da cheratina morta che posso limare e tagliare, non avrò creato alcun danno. Se la incollo su tutta l’unghia, invece, fonderò tutta la lamina con la plastica, determinando un forte indebolimento (quando non danni) alla stessa.
  • Quando la lunghezza e la forma delle unghie non è decisa in base alle necessità individuali e risulta scomoda o rischiosa. Ad esempio una unghia molto lunga su una persona che le mangia non è mai una scelta saggia, non sapendo gestire le unghie le sbatterebbe ovunque esponendo le unghie naturali e ricostruite a traumi ed eventuali spaccature.


La ricostruzione unghie ci fa male a causa nostra:

  • Quando scegliamo in base al “prezzo più basso”. Diciamocelo chiaro, non è sempre vero che più costoso è meglio ma se una ricostruzione unghie costa in media 80/120 euro, nel nostro paese e vediamo che qualcuno la fa a 20 o addirittura 10/15 euro, farci una domanda sul cosa stia andando a finire sulle nostre unghie e come, dovremmo davvero farcela.
  • Quando scegliamo “quella che lavora in nero” perché si risparmia e lei si “accontenta”. Lei sicuramente no, noi sì! Infatti, i soldi che incassa, pochi o tanti, sono “puliti”. Non ha spese di affitto per un salone, di lavanderia per la biancheria, di strumenti per la sterilizzazione dei prodotti, non paga tasse, non usa lime personali, niente prodotti monouso e il sistema di ricostruzione… da dove viene???
  • Quando chi ci fa le unghie non ha abbastanza formazione e titoli per fare quello che deve, come si deve. Informarsi su quali e quanti corsi abbia fatto l’estetista/onicotecnica è sempre cosa buona e giusta.
  • Quando l’estetista/onicotecnica usa prodotti importati in modo illegale (senza dichiarazioni al ministero della salute, dogana, controlli sanitari) sui vari siti internet ben noti, per pagarlo meno. Se ci fa risparmiare usando questo stratagemma, rischiamo di pagarlo dopo, con gli interessi, in salute. Non importa che sulla etichetta ci sia una marca che conosciamo, il fenomeno dei cosmetici contraffatti (ricostruzione unghie inclusa), è in crescita costante e sta causando parecchie spiacevoli soprese a migliaia di donne. Assicuriamoci che il prodotto venga dal distributore/produttore autorizzato ed ufficiale. Sui prodotti c’è una etichetta che lo dichiara, obbligatoria per legge, che deve essere in ITALIANO.


Se non c’è? No grazie!


Articolo a cura di Debora Mara Piazza

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